Recidiva e reato continuato
Che "il giudicato" incida, ed, eventualmente, come incida, la "continuazione di reato" è da vedere;
1. sia perchè la seconda è una fattispecie integrata dal diritto sostanziale, non processuale, integrante il primo ( in campi di materia e modi e fini di disciplina differenti, quindi);
2. sia (comunque) perchè, questo (il giudicato), è esplicitamente (artt. 671 cpp, 81.4 cp) tangibile, quando sia da applicare la continuazione di reato (la sua sanzione per "concorso giuridico" delle pene dei singoli reati che la coompongono);
2.1 la "continuazione" che si sia realizzata prima di esso;
2.1.1. anche se durante il processo determinativo di esso;
2.1.1.1. sia per quanto, in genere, sub 1, e sia perchè, in specie, gli accadimenti di quel processo, le sue decisioni anche con forza di sentenza, che lo ritmassero, non necessariamente reagirebbero, "naturalisticamente", sulla "oggettività" ( più violazioni, successive o contemporanee con più azioni od omissioni, della stessa o di diverse disposizioni di legge) e sulla "soggettività" (esse, violazioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso);
2.1.1.1.1. anche perchè, quegli accadimenti, potrebbero essere ignoti al giudicando (che fosse irreperibile, o contumace, o che, comunque, non ne avesse coscienza: disapplicato, caso mai, l'art. 70 cpp);
3. altrettanto (sub 2.1) la "continuazione che sia realizzata dopo esso ("giudicato"), ancora per quanto sub 2.1.1.1;
3.1 e d'altronde perchè, quando il giudicato sia tangibile, ut sub 2. (già logicamente: anche senza, cioè, le esplicazioni giuridiche lì indicate), lo sarebbe nel caso sub 3 (tangibile una volta, tangibile ogni volta, identica o simile);
4. peraltro, che, in questo caso, si approssimi, ed eventualmente si introduca, un coefficiente differentemente sanzionatorio portato (proprio) dal "giudicato", non incide la teoria esposta;
4.1 inerisca, esso (coefficiente), l'"oggettività" o la "soggettività" (vd sub 2.1.1.1.) o questa nel particolare dell'"autore";
4.2 come in specie, inerendo il "reo", incarnando una "circostanza inerente la persona del colpevole" (art. 70.2 cp), la "recidiva" (art. 99 cp), come detto integrata (anche) dal giudicato;
4.3 non incide la teoria, sia perchè la circostanza è applicabile facoltativamente (e, se inapplicata, sarebbe esterna alla "continuazione"); sempre facoltativamente (discrezionalmente), per giurisprudenza costante inibente ( a contenerne la palese virulenza "exciriellina") l'effetto sanzionatorio della pur chiara previsione in art. 99.5 cit.( alla stregua della quale la applicazione della circostanza sarebbe da bipartire in obbligatoria e, nei comma precedenti, facoltativa);
4.3.1 sia perchè compatibili, "nella continuazione", coesistenti e coagenti fattori di "aggravamento" (per la circostanza in parola) e di "attenuazione" (per il concorso "giuridico" e non materiale delle pene: art. 81.3.4 cp), della sua sanzione;
4.3.1.1.non solo perchè collaudata, la compatibilità, nella letteratura generale, allorchè, immessa la "continuazione" (nelle sue "oggettività" e "soggettività" ut supra) anche nelle violazioni eterogenee (di diverse disposizioni di legge); si impose la questione della possibile antinomia tra l'"aggravamento", per le connessioni di reati ex art. 61n.2 cp, e ì'attenuazione" per il concorso "giuridico" cennato,
4.3.2 sia (sub 4.3.1.) decisivamente perchè, i coefficienti sanzionatori de quibus sono intrinseci alla "oggettività" e soggettivita" (estesa ora alla "reità") sopra richiamate, non estrinseci, come quello da concorso "giuridico" del loro prodotto;
4.3.2.1 perchè, in altri termini, ne sono il presupposto.
Jusdiaz - letteratura possibilmente scientifica
Teoria