"repubblica democratica" ad ordinamento giuridico monarchicofascista?
Che cosa, dell'assetto sociopolitico monarchicofascista incardinato nell'ordinamento giuridico penale (inteso come ordinamento delle condizioni di esercizio del potere giudiziario e di polizia), e di questo, è stato abbattuto, dalla Resistenza popolare, costituente, dopo la guerra militare vittoriosa sulle organizzazioni militari monarconazifasciste, lo Stato repubblicano e democratico? nulla!
Che cosa, di quell'assetto, è stato riformato? quasi nulla!
Che cosa, dell'assetto sociopolitico monarchicofascista incardinato nell'ordinamento giuridico penale (inteso come ordinamento delle condizioni di esercizio del potere giudiziario e di polizia), e di questo, è stato abbattuto, dalla Resistenza popolare, costituente, dopo la guerra militare vittoriosa sulle organizzazioni militari monarconazifasciste, lo Stato repubblicano e democratico? nulla!
Che cosa, di quell'assetto, è stato riformato? quasi nulla!
Perchè le Forze sociopolitiche attivanti la Resistenza predetta non hanno abbattuto, nè riformato (se non marginalmente) quell'assetto, ed il suo ordinamento?
Sia perchè fautrici di un dominio sociopolitico minore, ma non altro, rispetto a quello che combatterono ( le forze "popolari", "liberali", "repubblicane", "democristiane", "socialdemocratiche");
sia perchè fautrici di un dominio sociopolitico simile (meccanicamente, pur se votato al fine, differente, del "riscatto dei lavoratori"), a quello che combatterono ( le forze socialiste e comuniste, che d'altronde si esemplificavano nell'ordinamento penale, e istituzionale, sovietico, meccanicamente simile a quello monarconazifascista);
sia perchè, le une e le altre, ammaliate dal "sacro" (inteso quale limite idelogico e logico alla lettura critica della realtà, alla sua conoscenza e valutazione analitica), permeante l'istituzione penale, costantemente (auto)definientesi amministratrice di Giustizia, un Idolo ineccepibile (purchè totalmente astratto, otticamente e logicamente, dai suoi contenuti, e dalla pratica relativa) e ipnotico.
Ammaliamento che avrebbe tolto, alla liberaldemocrazia e alla socialdemocrazia (riassuntive delle prime forze sopra viste) la facoltà, conoscitiva e pratica, di emendare, secondo il rispettivo parametro culturale, quell'istituzione (attutendone umanisticamente la ferocia ); ed al comunismo, e al socialismo (riassuntivi delle seconde forze sopra viste), la facoltà di conoscere, e riconoscere, in quell'istituzione, il "nemico di classe", e di combatterlo fin nell'ultima sua fibra.
Così che, esse, hanno potuto (auto)definirsi forze repubblicane e democratiche (oltre gli epiteti designanti le specificità del rispettivo progetto sociopolitico), sotto il dominio pieno e assoluto di quella istituzione!, nell'incoscienza perfetta di esso, della sua (peraltro inamovibile) natura di dominio monarconazifascista.
Come nell'allucinazione, o nel delirio, malattie della mente individuale, fedelmente simbolizzanti quelle della mente collettiva, e che, come è noto, portano al disancoramento, parziale o totale, dalla realtà.
Realtà peraltro segnalante quella natura, in ogni piega della compagine sociale totale, in ogni suo moto, seppure abilmente mentita dagli esercizi "democristiani", soli o variamente combinati, del potere sociopolitico (fino ai primi anni ‘90 del secolo scorso), che originarono, or sono quasi cinquantanni, non per caso, dall'amnistia (remissione) della repressione penale ( capace talora di simbolizzare la repressione sociopolitica) del crimine monarconazifascista (amnistia da d.C.p.S.22 giugno 1946 n. 4: secondo la relazione del Ministro di Grazia e Giustizia del tempo: "giusta e profondamente sentita è la necessità di un rapido avviamento del Paese a condizioni di pace politica e sociale. La Repubblica, sorta dalla aspirazione al rinnovamento della nostra vita nazionale, non può non dare soddisfazione a questa necessità, presentandosi così fin dai suoi primi passi come il regime della pacificazione e rinconciliazione di tutti i buoni italiani. Un atto di clemenza è per essa in pari tempo atto di forza e di fiducia nei destini del Paese"!!. Quel ministro, il cui dire è dubbiosamente riconducibile alle vigilanze del pensiero storiografico, si nominava: Palmiro Togliatti!!);
e che portarono all'insediamento, oggi, dichiarato e palese, del neofascismo.
Natura talmente pervasiva, ipnotica come si diceva, che i suoi stessi attori, materializzatori quotidiani dell'ordinamento, o almeno maggior parte di essi, magistratura e polizia, ma anche avvocatura, lungi dall'avvertirla, in verità, nemmeno la sospettano; non dubitano, un solo istante, essi, di essere Giusti, autori di Giustizia.
Jusdiaz - letteratura possibilmente scientifica
Patologia Istituzionale