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Concorso per avvocatura 2010:
Stalking al candidato, col parere (in proposito) richiestogli all’esame per avvocato...
...dal "test di verginità" dell'accusato, al "test di sessualità" sull'accusato...
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Inviato da Pietro Diaz   
mercoledì 09 giugno 2010
Padre controlla verginità figlia?
E' stupro. No punizioni invasive per i costumi disinvolti delle ragazzine.
07 maggio, 22:38

ROMA - Commette violenza sessuale il padre che vuole punire i 'costumi disinvolti' della figlia controllando, con le sue stesse mani se la ragazzina è ancora vergine. Lo sottolinea la Cassazione che ha annullato con rinvio la condanna a otto mesi di reclusione la condanna per il reato 'semplice' di violenza privata, un padre che aveva inserito due dita nella vagina della figlia per verificare se avesse già avuto rapporti sessuali e per punirla, in questo modo, dei suoi comportamenti, col fidanzatino, giudicati troppo disinvolti dal genitore.

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Su una appropriazione indebita della legge della interpretazione giuridica
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Inviato da Pietro Diaz   
venerdì 28 maggio 2010
Appropriazione indebita esclusa per l'avvocato che intasca i soldi recuperati per conto del cliente suo debitore. Sezione seconda, sentenza n. 18030/10; depositata il 12 maggio.
Il cliente non paga e l’avvocato trattiene per sé i soldi che ha recuperato per conto dell’assistito in base al mandato ottenuto: va esclusa l’appropriazione indebita se risulta certo, liquido ed esigibile il credito che il professionista vanta nei confronti del mandante. Lo precisa la sentenza 18030/10, emessa dalla seconda sezione penale della Cassazione.
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Giudice parte controesaminatrice ed esaminatrice? nota a sentenza ed a sua nota....
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Inviato da Pietro Diaz   
venerdì 14 maggio 2010
“Nota a sentenza Cass. Pen. Sez. III^ n. 9157/2010
Il tema delle domande suggestive è stato ancora una volta ripreso dalla Corte di Cassazione in una recente sentenza (1) che ha ribadito il principio che il giudice (o un suo ausiliario) può porre al teste domande che suggeriscono la risposta non ostandovi alcun divieto legislativo.
L’affermazione di tale principio, secondo i giudici di legittimità, risiede nelle norme procedurali che disciplinano il contesto dell’esame incrociato.
Il divieto delle domande suggestive, sostiene la Suprema Corte, è circoscritto solo alle parti che hanno chiesto l’esame e a quelle che hanno un interesse comune ma non a quelle del giudice e del suo eventuale ausiliario.
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