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Patologia Istituzionale



“Folclore” sardo-politico PDF Stampa E-mail
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Inviato da Pietro Diaz   
martedì 29 aprile 2014
Nell’anno 1793, la Borghesia francese che ha sconfitto l’Assolutismo monarchico e i suoi Organi (Clero e Aristocrazia), che ha installato (mettendole nell’orbita delle istituzioni universalmente possibili) la Repubblica, la Assemblea Costituente, la Convenzione, la Costituzione (insomma gli organi e gli istituti della “democrazia rappresentativa”, del “parlamentarismo reale”, i quali, poi, si diffonderanno nella Europa continentale e altrove), puntando ad esportare quella Rivoluzione (anche) nel Regno Sardo-Piemontese ( a monarchia, pur esso, “assoluta”) con lo sbarco delle sue Forze in terra cagliaritana, è battuta, nel vicino mare, dai regnicoli.
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Partito Democratico anticostituzionale… PDF Stampa E-mail
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Inviato da Pietro Diaz   
domenica 13 aprile 2014
1. Il PD renziano (“ma anche”) berlusconiano (B.R., lo ha siglato sarcasticamente Rino Formica), per una sinergia che (d’altronde)ebbe fin dall’inizio, col partito berlusconiano: prima informale, allorchè si astenne dal fermarlo, all’ingresso del recinto costituzionale, quale aggregazione di forze neorazziste neofasciste neocleriste neoaffariste neoliberiste, neoscurantiste, eversiva dell’ordine costituzionale, subito riconoscibile come tale (perdippiù, fermabile con un solo tocco, una leggina sul “conflitto di interessi”); o allorché, invaso e occupato quel recinto da quel partito, si astenne da ogni opposizione (istituzionale o sociale); poi formale (la sinergia), allorchè dette maggioranza parlamentare al Governo Monti, maggioranza parlamentare e presenza ministeriale al Governo Letta, altrettanto al Governo Renzi, con l’aggiunta della segreteria del partito e di intese extraistituzionali orditrici di quelle istituzionali (cosìcchè, ovviamente, il PD, insieme all’indotto sociopoliticogiuridico, della sinergia, ha condiviso pienamente i tratti culturali, di quella aggregazione: basti ad esempio la neorazzista legge “Turco-Napolitano” sulla “immigrazione”);

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Processo d'azzardo PDF Stampa E-mail
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Inviato da Pietro Diaz   
giovedì 06 giugno 2013
In Italia, penderebbero 1.300.000 (circa) processi penali, in fase preliminare ed “in primo grado”, 250.000 (circa)in appello, 28.000 (circa) “in cassazione”, secondo l’attendibile calcolo fatto da (la Radicale) Rita Bernardini, che smentisce quello diffuso dalla magistratura per il quale, i processi pendenti ammonterebbero, nell’insieme, a (quasi) quattromilioni.

Il calcolo della militante Radicale segnala, d’altronde, che i processi “contro ignoti” (destinati ad archiviazione) ammonterebbero a (quasi) sei milioni.

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Legge penale di guerra? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
sabato 07 gennaio 2012
Legge penale di guerra?

La legge penale codifica l'annientamento personale del suo destinatario;
con la incarcerazione (che lo introduce in cubicoli che gli tolgano ogni facoltà, animale e umana, talora l’esistenza, che, nella “incarcerazione per sepoltura” detta 41 bis, è un mistero inesplicato), ne attua, meticolosamente, l’ annientamento;

per cui, essa, con bella astuzia intertemporale, ha accoppiato carcere e pena corporale, contro la storia che aveva escogitato il primo a superamento “umanitario” della seconda (la quale, peraltro, sopravvive al primo, allorchè, perdurando, quale indelebile marchio d’infamia, sul corpo dello scarcerato, lo perseguita fino alla tomba);

ora, essendo, l’annientamento personale, nella estensione che gli assegna la “generalità” della sua fonte, evento e scopo della guerra, non della pace, della relazione al nemico, non all’amico (o ad altri), la legge penale muove guerra (pur a non alta intensità), ai suoi destinatarii;

e poiché, per lo più, entro essa, l’illecito è anche lecito, il vietato è anche permesso, il male è anche bene (“prelievo mafioso” e prelievo fiscale, appropriazione comune e “appropriazione” bancaria, spaccio comune e “spaccio” di Stato, strage comune e strage di Stato…), ed i primi (termini, di quegli opposti) hanno a destinatario il popolo, i secondi, i suoi “istitutori”, la legge penale muove guerra al popolo;

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Fantasmagoria penalistica preelettorale PDF Stampa E-mail
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Inviato da Pietro Diaz   
giovedì 11 marzo 2010

1. per art. 72.4 cost., in “materia….elettorale” (nazionale) deliberano “diretta”mente le Camere (cd: riserva di legge statale e di “assemblea”);

1.1 usurperebbe quel(la “esclusiva” di) potere legislativo, sovvertirebbe la legge costituzionale inerente, la deliberazione del Governo nella forma del “decreto legge” ex art. 77 cost;

2. per art. 122.1 cost, il “sistema di elezione” degli “organi della Regione (art. 121.1 cost) è deliberato “con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica…”;

2.1. quando, per tale accento, la deliberazione (in materia) fosse “ripartita” tra Stato e Regione, usurperebbe il potere legislativo di questa, sovvertirebbe la legge costituzionale inerente, la deliberazione esclusiva statale (tanto più, per quanto detto, se “governativa”);

3. è “legge di interpretazione autentica” quella che interpreti giuridicamente (cioè con forza normativa generale), non giudiziariamente (cioè con forza normativa particolare), una legge (o una o più disposizioni di essa);

3.1 è (legge di) “interpretazione” perchè agisce (con la forza suddetta) nella “interpretazione giudiziaria” (cioè “dei giudici”, che ritenga scorretta, nella, o in taluna, espressione di essa);

3.2 è (legge di interpretazione) “autentica”, perché ne (può essere ed) è autore (esclusivamente) chi sia stato (impersonalmente) autore della legge interpretanda;

3.3. soltanto per tali condizioni (di funzione e di autore) essa, diversamente da ogni altra legge, (può essere ed ) è retroattiva (può regolare i fatti e gli atti precedenti essa);

3.4 il “decreto legge” governativo in materia elettorale, se fosse stato “interpretativo” (in realtà fu creativo, già per le “sanatorie”, mai ricavabili per “intepretazione” della legge antecedente), non sarebbe stato “autentico” (tanto più rispetto alla legislazione regionale…);

3.4.1 usurpava dunque il potere (legislativo) di “interpretazione autentica”, sovvertiva la legge costituzionale (implicita, inerente: era esplicita, all’art. 73, nello Statuto del Regno d’Italia);

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